Occhio secco

SINDROME DELL'OCCHIO SECCO O DRY EYE DISEASE

La sindrome dell’occhio secco o Dry Eye Disease è una patologia che colpisce tra il 5 e il 15% della popolazione, con una prevalenza correlata all’età e allo stile di vita moderno. In generale la secchezza oculare è associata a un’affezione del film lacrimale derivante da una produzione insufficiente di lacrime o da un eccesso di evaporazione di quest’ultime. La patologia nella forma evaporativa rappresenta l’80% dei pazienti affetti da secchezza oculare. In questo caso è dovuta principalmente all’assenza o all’insufficienza dello strato esterno lipidico del film lacrimale secreto dalle ghiandole di Meibomio, che comporta un’evaporazione eccessiva delle lacrime, un’instabilità del film lacrimale e una reazione infiammatoria della congiuntiva. Ne consegue un disturbo crescente della vista con sensazione di bruciore o di corpo estraneo. Se il processo accelera il suo corso, il fastio diventa permanente determinando una lacrimazione paradossa. Possono insorgere modifiche anatomiche con un’atrofia degli orifizi di uscita delle ghiandole di Meibomio, costellate da episodi infettivi: orzaioli, calazi, superinfezione congiuntivale e nei casi più gravi, la comparsa di microulcerazioni dell’epitelio corneale.  

FATTORI DI RISCHIO E SINTOMI

Le modifiche degli equilibri ormonali nelle donne durante la menopausa, in particolare i diminuiti livelli di estrogeni, possono causare una progressiva atrofia delle ghiandole di Meibonio, che ostruendosi, riducono la quantità di secrezione lipidica. La diminuzione dei livelli di estrogeni può favorire le condizioni in base alle quali i batteri stafilococco proliferano nelle ghiandole di Meibomio. Questo si traduce in una diminuzione del livello di secrezione oleosa. Altri fattori che possono causare o aggravare la disfunzione delle ghiandole di Meibomio sono l’età, l’uso e l’igiene delle lenti a contatto, l’uso di cosmetici e alcune malattie, in particolare il diabete. Sintomi comuni nella Sindrome da occhio secco:
  •  Secchezza oculare.
  • Disagio e irritazione. 
  • Formicolio o sensazione di un corpo estraneo nell’occhio. 
  • Sensazione di bruciore o dolore. 
  • Lacrimazione eccessiva. 
  • Arrossamento. 
  • Spurgo. 
  • Affaticamento. 
  • Prurito. 
  • Disturbi della vista. 
  • Fotofobia. 

I sintomi della Sindrome da occhio secco possono essere spiacevoli, nonché causa di grossi disagi. Incombenze basilari nell’uso della vista come leggere, utilizzare un computer, guidare o guardare la televisione possono diventare difficili. L’uso delle lenti a contatto potrebbe essere inibito. E con il trascorrere delle ore della giornata, probabilmente i sintomi diverrebbero più accentuati, impedendo la pratica delle normali attività che siete soliti svolgere. Il forte disagio sottolinea una reale condizione fisica che richiede una terapia che arresti il ciclo di deterioramento e l’aggravarsi dei sintomi della patologia dell’occhio secco. La sindrome da occhio secco è una patologia cronica, che senza adeguati interventi può portare alle seguenti problematiche:
  • Aumento dell’evaporazione lacrimale.
  •  Instabilità del film lacrimale .
  • Lesioni della superficie oculare .
  • Aumento del malessere. 
  • Infiammazione e lesione delle cellule .
  • Instabilità e diminuzione della vista .

DIAGNOSI

TEST DI SCHIRMER

È eseguito per determinare la quantità di lacrime che bagnano l’occhio e quindi per valutare se l’occhio è secco; si esegue posizionando a livello del bordo congiuntivale una striscia di carta bibula pre-calibrata e si chiede al paziente di chiudere gli occhi. La lacrima impregna la striscia e vi risale; la lettura del livello raggiunto dalla lacrima determina in millimetri la quantità di lacrima prodotta dal paziente. 

TEST RPS INFLAMMADRY DETECTOR 

Il test RPS Inflamma Dry Detector è un test rapido di immunodosaggio per il rilevamento visivo e qualitativo in vitro di livelli elevati della proteina MMP-9 nelle lacrime umane, utilizzabile come ausilio per la diagnosi dei pazienti con sindrome da occhio secco. L’MMP-9 è un marker infiammatorio aspecifico, generalmente riscontrato a livelli elevati nelle lacrime dei pazienti affetti da occhio secco. I livelli normali di MMP-9 (ng/ml) nelle lacrime umane vanno da 3 ng/ml a 40 ng/ml [5-10]. L’MMP-9 gioca un ruolo fisiologico nella regolazione della desquamazione dell’epitelio corneale. 

BUT – BREAK UP TIME 

Il test indica il tempo di rottura e la stabilità del film lacrimale. Si esegue in lampada a fessura (con luce di Wood blu cobalto) instillando una goccia di fluoresceina. Durante il test il paziente deve mantenere gli occhi aperti e si calcola il tempo tra un ammiccamento completo e la comparsa di alcune aree scure sulla superficie oculare. Un BUT superiore ai 10/15 secondi è nella norma mentre sotto i 10 secondi viene considerato patologico. 

TEST OSMOLARITÀ 

Il sistema utilizza un piccolo campione di film lacrimale per valutare la concentrazione di elettroliti fornendo una lettura dell’osmolarità, cioè della tonicità. I pazienti con elevati livelli di osmolarità hanno verosimilmente una sindrome dell’occhio secco già avanzata. 

LAVAGGIO DELLE VIE LACRIMALI


 Il lavaggio delle vie lacrimali è un metodo utilizzato per la diagnosi di eventuali ostruzioni dei canali lacrimali. Il sondaggio e il lavaggio delle vie lacrimali sono interventi semplici e non dolorosi, eseguibili in ambulatorio. Per il lavaggio, lo specialista instilla nell’occhio del paziente qualche goccia di collirio anestetico, inserisce una cannula nel condotto lacrimale inferiore o superiore e inietta soluzione fisiologica sterile, con antibiotico, tramite una siringa con un ago dalla punta smussata. Quando non sono presenti ostruzioni delle vie lacrimali, vi è il deflusso del liquido attraverso il naso, con l’arrivo in gola.  
TERAPIA
Esistono attualmente molteplici strategie terapeutiche in corso di sindrome da disfunzione lacrimale. Tutte queste opzioni dovrebbero essere scelte in maniera personalizzata per il singolo paziente in base ad eziologia e severità della malattia. Le numerose opzioni terapeutiche in ambito di sindrome da disfunzione lacrimale SONO DI SEGUITO elencate.

• Lacrime artificiali
• Gel / pomate
• Occhiali a camera umida
• Anti-infiammatori topici (corticosteroidi, ciclosporina, acidi grassi omega-3)
• Tetracicline
• Occlusione dei puntini lacrimali
• Secretogoghi
• Siero autologo
• Lenti a contatto
• Immunosoppressori sistemici
• Chirurgia (membrana amniotica, chirurgia palpebrale, tarsorrafia, trapianto di ghiandole salivari)

Fino a poco tempo fa, le opzioni terapeutiche in ambito di sindrome da disfunzione lacrimale erano incentrate sull'aumento della lubrificazione della superficie oculare, sulla ricerca della preservazione delle lacrime prodotte fisiologicamente, sul trattamento della patologia palpebrale e infiammatoria a carico delle ghiandole di Meibomio.  La lubrificazione della superficie oculare viene attuata mediante lacrime artificiali, pomate e gel. Le strategie di preservazione delle lacrime prodotte includono occlusione dei puntini lacrimali, occhiali a camera umida, lenti a contatto, chirurgia (tarsorrafia), cambiamenti nello stile di vita volti a minimizzare l'esposizione a condizioni ambientali a rischio per secchezza oculare. Il trattamento della patologia palpebrale prevede l'igiene palpebrale, antibiotici topici, corticosteroidi topici, antibiotici per os. Recentemente, l'utilizzo di terapia anti-infiammatoria e di sostituti lacrimali biologici nella terapia della sindrome da disfunzione lacrimale è aumentato come del resto le conoscenze in ambito patogenetico in ambito di occhio secco.

SOSTITUTI LACRIMALI

Le lacrime artificiali (colliri, gel, pomate) contengono polimeri solubili in acqua che lubrificano la superficie oculare e aumentano la stabilità lacrimale. Possono essere addizionate di conservanti oppure prive di essi e rappresentano generalmente il primo passo nella terapia della sindrome da disfunzione lacrimale. La maggior parte delle formulazioni di lacrime artificiali vanno a sostituire esclusivamente la componente acquosa del film lacrimale, non forniscono fattori di crescita e proteine necessarie per l'equilibrio della superficie oculare, e richiedono instillazioni frequenti. Le variabili principali nella composizione delle lacrime artificiali riguardano il tipo e la concentrazione di elettroliti, l'osmolarità, la viscosità del sistema polimerico, la presenza o meno e la tipologia di conservante. Il passo in avanti più significativo nel trattamento dell'occhio secco è ascrivibile all'eliminazione dei conservanti come il benzalconio cloruro dai sostituti lacrimali. L'effetto tossico a carico dell'epitelio corneale da parte del benzalconio cloruro è ben documentato e, nei pazienti con sindrome da disfunzione lacrimale di grado moderato-severo, gli effetti tossici sono incrementati dalla ridotta produzione lacrimale e dal diminuito turnover lacrimale. Lacrime artificiali prive di conservanti sono necessarie per pazienti affetti da occhio secco di grado severo con superficie oculare alterata e disfunzione della secrezione dalle ghiandole lacrimali e per pazienti che fanno già uso di terapia topica multipla con conservanti a causa di altre patologie oculari croniche. Sebbene molti sostituti lacrimali possono portare ad un complessivo miglioramento dei segni e dei sintomi oculari, non esiste evidenza scientifica di superiorità di un prodotto rispetto ad un altro. L'eliminazione dei conservanti e lo sviluppo di nuovi conservanti meno tossici per la superficie oculare hanno permesso ai pazienti di tollerare maggiormente la terapia sostitutiva lacrimale. Tuttavia in studi clinici sperimentali randomizzati, i sostituti lacrimali non si sono dimostrati sufficienti per risolvere le alterazioni della superficie oculare e l'infiammazione caratteristica dei pazienti con sindrome da disfunzione lacrimale.


PROBING 

Consiste nella pulizia delle ghiandole di Meibomio con un’apposita cannula (Ago di Maskin). È un trattamento ambulatoriale non invasivo che si pratica con una sola goccia di collirio anestetico e risolve efficacemente la disfunzione delle ghiandole Meibomio.

OCCLUSIONE DEI PUNTINI LACRIMALI – PLUG LACRIMALI

L’obiettivo che sta alla base dell’occlusione dei puntini lacrimali è l’inibizione del drenaggio lacrimale al fine di trattenere le lacrime sulla superficie oculare il più a lungo possibile. L’occlusione può essere ottenuta mediante tappi in materiale plastico o silicone e può essere temporanea o permanente. La procedura di applicazione dei tappini richiede meno di un minuto ed è completamente indolore.

TRATTAMENTO INNOVATIVO CON LUCE PULSATA   

Recentissima novità nell’ambito delle terapie per il trattamento della sindrome dell’occhio secco è la luce pulsata IRPL (Intense Regulated Pulsed Light) è un dispositivo di ultima generazione che stimola le ghiandole del Meibomio a riprendere il loro normale funzionamento. Efficace nell’80% dei pazienti affetti dalla sindrome dell’occhio secco. L’apparecchio è un generatore di luce pulsata policromatica che gode di una nuova tecnologia in grado di produrre sequenze di impulsi luminosi perfettamente calibrate e omogenee. L’apparecchio emetterà una luce detta “luce fredda” che stimolerà in modo completamente sicuro le ghiandole di Meibomio. Grazie a questa stimolazione le ghiandole riprenderanno le loro secrezioni. Il film lacrimale ritroverà allora una struttura normale e i sintomi legati alla secchezza oculare scompariranno. Questo trattamento è non invasivo, perfettamente indolore e completamente innocuo per il bulbo oculare

PROTOCOLLO

L’efficacia del trattamento dipende dall’applicazione di un protocollo specifico. Consiste di 3 sedute così ripartite nel tempo: 

GIORNO 0 – GIORNO 15 - GIORNO 45 (GIORNO 75 OPZIONALE) 

 Sarà opportuno prevedere eventuali sedute complementari per consolidare e mantenere il beneficio clinico ottenuto. 

PRIMA DELLA SEDUTA 

• Dopo aver letto in modo completo e attento il documento informativo, compilarlo e firmarlo. 
• Assicurarsi di non avere prodotti cosmetici sulla pelle. 

AL MOMENTO DELLA SEDUTA 

• Il trattamento dura solo alcuni minuti. 
• Si sarà comodamente seduti su una poltrona di cura preferibilmente inclinata. 
• Indossare gli occhialini di protesione.
• Sulla regione degli zigomi e sulla zona temporale viene applicato uno specifico idrogel. 
• Il medico effettua una serie di 5 flash passando l’emiviso dal canto interno alla zona temporale.
• La stessa procedura è ripetuta sull’altro occhio. 
• Il medico rimuove il gel e sciacqua la pelle con dell’acqua. 

DOPO LA SEDUTA 

• Non effettuare altri interventi sulle zone trattate per tutto il ciclo di sedute 
• Utilizzare una protezione solare a livello delle zone trattate in caso di esposizione ai raggi UV. 
• Possono essere continuate le classiche misure di igiene oculare. 

RISULTATI 

La stimolazione con luce pulsata induce un ritorno a un’attività normale delle ghiandole di Meibomio. Gli effetti ottenuti appaiono molto rapidamente dopo ogni seduta e la loro persistenza nel tempo aumenta con il numero di sedute realizzate. L’efficacia è quasi costante su tutte le forme di disfunzione delle ghiandole di Meibomio. Al contrario, tenuto conto della natura stessa del trattamento, non lo è nelle forme legate a un’affezione isolata della fase acquosa o della fase mucosa o quando esiste una superinfezione associata che richiede un preventivo trattamento.
Per saperne di più sulle terapie per la secchezza oculare o per un appuntamento in sede telefonate al +39 335 6372175
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